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Proseguo nella lettura dei libri di Seth Godin.

Dopo aver letto il libro della “Mucca viola” sono passato alla lettura de “I piccoli saranno i primi”.

Mi piace l’entusiasmo con cui espone le sue idee e gli argomenti ma contrariamente alle aspettative riscontro molte incongruenze e contraddizioni e questo alimenta i miei dubbi.

Ma ci sono aspetti curiosi che vorrei evidenziare.

Noi normalmente poniamo la democrazia statunitense ad esempio e modello in molte cose: ad esempio  invidiamo il loro modo di fare giornalismo obiettivo al di sopra delle parti.

Seth nei suoi libri fornisce una visione corrotta e screditata del giornalismo che sembra una fotocopia della situazione italiana.

Ma quello che mi sorprende di più è il modello industrale che propone: “piccolo è meglio”. Ovvero propone un modello composto da piccole aziende reattive dove le decisioni vengono prese in modo rapido da gente che conosce direttamente i problemi.

Noi viceversa in Italia pensiamo diametralmente in modo opposto che le nostre piccole medie aziende non possono competere a causa della loro piccola dimensione….

Sono perplesso.?!

curva di MooreCome avrete capito dal post precedente sto leggendo il famoso libro di Seth Godin “La mucca viola”.

E’ molto interessante l’analisi che fa sul ciclo di vita di un prodotto sul mercato.

Seth ha suddiviso i consumatori in quattro fasce ben precise: gli innovatori, gli adottatori precoci, la maggioranza precoce e tardiva ed infine  i ritardatari.

Ognuna di queste fasce di consumatori ha un preciso ruolo nel ciclo di vita di un prodotto.

Gli innovatori sono quelli che per primi acquistano un prodotto forse per il semplice gusto di possederlo e di fare tendenza.

Subito dopo iniziano ad acquistare lo stesso prodotto gli adottatori precoci cioè una fascia di popolazione che effettivamente trae un vantaggio dall’uso del prodotto o del servizio ottenendo una posizione prioritaria rispetto al resto della popolazione.

A ruota segue la fascia di popolazione più consistente che è la maggioranza precoce e tardiva che acquista più per inerzia e sulla scia del successo del prodotto.

Infine vi sono i ritardatari che subentrano quando ormai il ciclo di vita del prodotto volge al termine anche perchè probabilmente è già surclassato da qualche nuovo prodotto con caratteristiche migliori e più potenti (in effetti questa fotografia si adatta benissimo ai prodotti tecnologici).

Non vi ho descritto queste cose per fare pubblicità al libro (non ne ha bisogno oramai è già famosissimo) ma piuttosto per fare un parallelo con l’uso dei blog aziendali e dei siti web aziendali in Italia e lanciare uno spunto per analisi e approfondimenti.

Ormai è accertato che per quanto riguarda la situazione sulla diffusione dei siti web aziendali possiamo dire che stanno approdando le aziende che potremmo catalogare come “ritardatarie”, mentre non sono in grado di quantificare la situazione al riguardo dei blog aziendali.

Io azzarderei che potremmo essere al punto in cui stanno per entrare in campo gli adottatori precoci ovvero quelle aziende che potrebbero effettivamente ottenere dei vantaggi competitivi con l’utilizzo di questo media.

Mi sbaglio o pensate che siamo ancora nella fascia degli innovatori?

 

“I blogger costituiscono un segmento di consumatori incredibilmente influente. Sono persone che hanno un esteso network di relazioni, capaci di far circolare rapidamente le informazioni sui prodotti che amano. E che odiano”  David Sifry – Amministratore delegato di Technorati

Cercando informazioni nei blog del settore automobilistico sono finito in questo post http://quanteruote.libero.it/index.php/2008/04/23/pessima_pubblicita_per_il_citroen_jumper .

Quello che mi è balzato in mente è il parallelo tra i due canali di comunicazione (il blog e la pubblicità su autoveicoli): entrambi in grado di diffondere in tempi rapidi una informazione negativa.

Ma c’è un’altro aspetto che mi piace sottolineare: mentre nei blog è abbastanza facile incontrare una pubblicità negativa  su prodotti e servizi, quanta ne avete mai incontrata per strada sugli autoveicoli?

Il nostro Seth Godin parlerebbe di “mucca viola” ?

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