Spesso capita di dover creare delle query SQL uscendo dai classici schemi standard che troviamo nei manuali, nelle guide o nei tutorial.

Mi è capitato recentemente di dover testare le condizioni presenti in alcuni campi di una tabella di un DB MySql e tramite una SELECT dover mostrare tali risultati.

Come prima possibilità ho pensato subito di utilizzare la struttura CASE che spesso ci fornisce la possibilità di introdurre test condizionali all’interno della query.

La classica struttura CASE ad esempio è la seguente

CASE
variabile
WHEN 5 THEN ‘pippo’
WHEN 6 THEN ‘pluto’
ELSE ‘paperino’
END AS risultato

dove in questo caso confrontiamo variabile con il valore 5, il valore 6 o altro restituendo la corrispettiva stringa come risultato.

Nel mio caso dovendo confrontare alcuni campi presenti nella tabella tra loro ho optato per una struttura CASE leggermente differente ma con la massima efficacia

SELECT DISTINCT
ID,
campo1,
campo2,
campo3,
CASE true
WHEN ( (campo1 = campo2) AND (campo2 = campo3) THEN ‘condizione1’
WHEN ( (campo1 campo2) AND (campo2 = campo3) THEN ‘condizione2’
WHEN ( (campo1 = campo2) AND (campo2 campo3) THEN ‘condizione3’
ELSE ‘condizione4’
END as risultato
FROM
nometabella

Sostituendo nella struttura CASE al posto della variabile la condizione booleana true il gioco è stato semplicissimo!

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Vorrei semplicemente segnalarvi questo post sulla teoria della coda lunga.
Con gli esempi esposti risulta chiaro come nel web ogni azienda possa avere il proprio spazio su prodotti di nicchia se vi è una corretta strategia di fondo.

Attraverso il gruppo di Facebook “L’Italia che Innova” mi sono imbattuto in quest’analisi interessante sul blog di Giorgia Petrini autrice del libro omonimo L’Italia che innova 10 giovani leader 10 segreti del loro successo

L’obiettivo primario dell’uso della webanalytics è quello di verificare e monitorare l’efficacia degli sforzi che stiamo facendo attraverso le attività di posizionamento nei motori di ricerca, di web marketing,ecc.
Ovviamente tutto questo per capire se abbiamo realmente dei ritorni sui nostri investimenti di tempo e denaro.

Ci sono vari modi per verificare questo.
Uno dei più semplici consiste nel definire gli obiettivi nel nostro software di web analytics.

Per obiettivo possiamo definire un’azione che l’utente che visita il nostro sito compie raggiungendo una determinata pagina: ad esempio la pagina dei contatti , la pagina di download di una demo, la pagina di un form da compilare, ecc
Nel primo caso ogni volta che un utente raggiunge la pagina dei contatti incrementiamo gli obiettivi raggiunti nelle statistiche della webanalytics.

Ogni nostra strategia cercherà di migliorare il numero di obiettivi raggiunti. La webanalytics ci aiuterà a capire quali sono i comportamenti dei nostri visitatori e definire un’adeguata reazione nell’ottica di un miglioramento continuo.

Le varie piattaforme di web analytics offrono la possibilità di eseguire questo monitoraggio in modo differente.

Con Google Analytics è molto semplice: basta utilizzare i segmenti avanzati, selezionare la voce “visite con conversioni” e non resta che analizzare le pagine, le keyword, le sorgenti che generano un numero maggiore di conversioni.

Molto spesso mi chiedono amici e clienti come scegliere le giuste chiavi per creare traffico sul proprio sito web.
La risposta non è semplice ma con un po’ di fantasia, la conoscenza dei giusti tools disponibili in rete possiamo facilmente individuare quelle keywords che fanno al caso nostro.
Ho creato una piccola miniguida che dovrebbe aiutarci in questa ricerca. A causa della lunghezza ho diviso il filmato in più parti.
 

Si è svolta la scorsa settimana a Roma una riuscita conferenza organizzata da Google per le onlus per la tutela dei minori.

Nell’occasione Google ha promosso ed illustrato una serie di servizi gratuiti dedicati alle organizzazioni no profit.

Tra questi servizi, Google Grants, che tradotto in parole molto povere è Google Adwords con un bonus di 10000 dollari mensili gratuiti per ogni onlus in click sponsorizzati, ha focalizzato l’attenzione dei partecipanti.

Considerando che potenzialmente questa offerta è rivolta a circa 4000 onlus in Italia, possiamo facilmente intuire le cifre di cui stiamo parlando e di cui bigG è l’elargitore.

Una ghiotta occasione quindi per tutte le organizzazioni per raggiungere attraverso Google una buona visibilità.

Tutte le informazioni sono raggiungibili all’indirizzo www.google.it/grants.

In effetti in latino concorrenza significa correre insieme ma non penso che sia proprio uno dei desideri della Digitech quello di correre con i propri competitors soprattutto, ironia della sorte, all’interno del proprio sito aziendale.
Esplico meglio.
In questo giorni sto valutando di regalare un apparecchiatura elettronica per effetti voce.
Dopo una breve ricerca in internet ho iniziato a valutare attraverso i siti web delle case produttrici le singole apparecchiature.
Sono approdato in questo sito http://www.digitech.com/products/Vocalist/VocalistResources.php dove posso attraverso il filmato apprezzare le caratteristiche dell’oggetto.
Alla fine del filmato Youtube mi mostra una serie di altri filmati relativi a prodotti Digitech… però tra i vari filmati presenti ce n’è uno della concorrente TC Electronic.
Se lanciamo il filmato otterremo l’effetto di visionare il filmato del prodotto TC Electronic all’interno del sito Digitech.
Un grande risultato!!!

In passato in questo blog avevo espresso il desiderio di vedere in futuro sempre più persone lavorare senza dover necessariamente spostarsi giornalmente da casa in ufficio e ritorno.
I mezzi informatici per fare questo passo sono esistenti da tempo e l’azienda virtuale è solamente vincolata da convinzioni e abitudini radicate in noi.
Qualche anno fa mi sono anche occupato dello sviluppo di applicazioni intranet di gestione documentale, applicazioni di cui ancora vado fiero e che hanno velocizzato e semplificato enormemente il flusso del ciclo di approvazione e di diffusione delle informazioni e documenti.
Quindi è con enorme piacere che ho accettato una piccola collaborazione con Archivium società che sviluppa applicazioni e servizi tutte orientate a ridurre la carta dalla nostra vita e dai nostri uffici.
Le applicazioni in questione permettono agevolmente di eliminare dossier e archivi dai nostri uffici con notevoli riduzioni di costo della carta, dell’ affitto dei locali, delle pulizie e della gestione dell’archiviazione.
Ma Archivium oltre a soluzioni per la gestione documentale propone il servizio della conservazione sostitutiva a norma ovvero la possibilità di equiparare i documenti digitali ai documenti cartacei garantendoli ai fini fiscali e di legge.

Da molti anni collaboro con l’ Associazione Davide Onlus www.davide.it. Conosco personalmente Don Ilario ed i suoi ragazzi e tutti gli sforzi che fanno per sostenere il progetto Davide.
Per chi non conoscesse ancora cosa è il filtro Davide 2.0 vi propongo questo filmato tratto da Tg2 Dossier di qualche mese fa.
 

Ritengo questo progetto molto importante e da padre purtroppo verifico giornalmente che si debba sempre più proteggere i nostri bambini dalle scempiaggini e dai pericoli che affliggono la rete.
Dico purtroppo perchè sono innamorato del mio lavoro e ritengo la rete un enorme potente mezzo per l’umanità, ma come in tutte le cose c’è sempre il rovescio della medaglia.
Quindi aiuto nel mio piccolo marginalmente il progetto Davide ed attualmente insieme ai ragazzi stiamo studiando come incrementare e migliorare il traffico proveniente dai motori di ricerca.
L’uso dei filmati postati su YouTube è un ottimo mezzo per promuovere il proprio business ed è uno degli argomenti che maggiormente mi stanno appassionando in questo ultimo periodo.
In un’appropriata dose di marketing mix e viral marketing, Youtube viene sempre più efficacemente utilizzato dalle aziende per autopromuoversi con bassi investimenti.
In questo caso siamo molto fortunati perchè grazie a Mamma Rai abbiamo a disposizione un filmato con i controfiocchi, ma nella maggior parte dei casi bastano veramente pochi investimenti per creare e montare filmati di discreta fattura e poter aprire sul mondo la propria impresa.

Recentemente mi è capitato, durante l’acquisto di frutta e verdura, di notare impresso su un bel melone un codice alfanumerico lungo una decina di caratteri.
Intorno allo stesso melone sul nastro adesivo dell’azienda agricola produttrice era esplicitamente indicato l’invito a recarsi sul proprio sito web, inserire il codice e scoprire tutti i dati relativi alla vita del melone dal campo fino alla vendita.
Effettivamente nel sito ho trovato più informazioni di quante me ne aspettassi (vi era addirittura l’indice della quantità di zuccheri presenti al momento del raccolto) e devo sinceramente dire che in questo caso il sistema di tracciabilità del prodotto è decisamente funzionale.
L’azienda agricola, certificata ISO9002, espone orgogliosamente nel proprio sito questa capacità di fornire ai propri clienti tutte queste informazioni….

…. peccato però che il melone non sia stato di nostro gradimento (o meglio ho mangiato molti meloni decisamente migliori di questo di cui non conoscevo la storia della sua filiera).

Mi sono occupato per 12 anni di progettazione di componenti elettronici e quindi le certificazioni (ISO, QS,…) erano all’ordine del giorno.
Ho sempre pensato che fosse un bel sistema per creae carta, documentazione che avesse come obiettivo quello di aiutare a produrre prodotti il più simile tra loro possibile … ma non prodotti di qualità.
Infatti tutta la documentazione, le specifiche che puntualmente si creavano per fornire agli operatori le modalità con cui produrre i componenti realizzavano un sistema in grado, se correttamente seguite ed interpretate, di riprodurre prodotti simili con parametri elettrici e meccanici che rientrassero in una distribuzione studiata a tavolino.

Ma questo non è sinonimo di qualità! La qualità è creare un prodotto che incontri le esigenze e le attese del mercato.
La qualità non è creare prodotti tutti uguali che disattendono i desideri dei clienti!

Per estendere il campo di indagine, anche le certificazioni nel settore informatico le ho sempre reputate carta straccia. Il mondo si divide in chi sa le cose e le riesce ad applicare e chi non le sa e non è sicuramente una certificazione a stabilire chi sa (ad esempio pur avendo una certificazione CCNA di reti ne capisco veramente poco).

Sono ormai 10 anni che non mi occupo più di queste cose (fortunatamente), ma il melone che ho mangiato ha rafforzato quello che ho sempre pensato.

dicembre: 2017
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