Mi collego al post Quanto guadagna un SEO in Italia? apparso su TagliaBlog qualche giorno fa per porre una domanda.
La dinamica illustrata nel post, semplice e lineare, evidenzia il passaggio da SEO junior alle dipendenze di agenzie web marketing a SEO freelance.
In effetti l’obiettivo, che la stragrande maggioranza di noi ha, è quello di ritagliarsi una fetta di
libertà lavorativa, dimostrare il proprio valore confrontandosi direttamente con il mercato ed anche giustamente evolversi finanziariamente.
Se i numeri sono quelli illustrati nell’articolo diventare freelance, assumendosi anche oneri non
indifferenti, è un gioco che non vale la candela.
Inoltre a quei dati bisogna aggiungere un punto molto importante che sfugge a tutti: abbiamo un socio che spesso ci scordiamo ma che è sempre presente e si chiama Stato.
Vi ricordate che abbiamo degli studi di settore con cui confrontarsi ogni anno?
Da calcoli fatti, ormai due anni fa, risultava che ad esempio per il mio settore (consulente software) per rientrare nello studio di settore era necessario fatturare almeno 170-180 Euro + IVA giornalieri tutto l’anno.
Potete capire che questo è altamente improbabile in un settore dove le tariffe giornaliere erano più alte nel 2001-2002, sono scese negli ultimi anni e purtroppo scendono ancora.

Chi stabilisce il prezzo di mercato: l’offerta e la domanda opure lo Stato?