Da molti anni collaboro con l’ Associazione Davide Onlus www.davide.it. Conosco personalmente Don Ilario ed i suoi ragazzi e tutti gli sforzi che fanno per sostenere il progetto Davide.
Per chi non conoscesse ancora cosa è il filtro Davide 2.0 vi propongo questo filmato tratto da Tg2 Dossier di qualche mese fa.
 

Ritengo questo progetto molto importante e da padre purtroppo verifico giornalmente che si debba sempre più proteggere i nostri bambini dalle scempiaggini e dai pericoli che affliggono la rete.
Dico purtroppo perchè sono innamorato del mio lavoro e ritengo la rete un enorme potenziale mezzo per l’umanità, ma come in tutte le cose c’è sempre il rovescio della medaglia.
Quindi aiuto nel mio piccolo marginalmente il progetto Davide ed attualmente insieme ai ragazzi stiamo studiando come incrementare e migliorare il traffico proveniente dai motori di ricerca.
L’uso dei filmati postati su YouTube è un ottimo mezzo per promuovere il proprio business ed è uno degli argomenti che maggiormente mi stanno appassionando in questo ultimo periodo.
In un’appropriata dose di marketing mix e viral marketing, Youtube viene sempre più efficacemente utilizzato dalle aziende per autopromuoversi con bassi investimenti.
In questo caso siamo molto fortunati perchè grazie a Mamma Rai abbiamo a disposizione un filmato con i controfiocchi, ma nella maggior parte dei casi bastano veramente pochi investimenti per creare e montare filmati di discreta fattura e poter aprire sul mondo la propria impresa.

Recentemente mi è capitato, durante l’acquisto di frutta e verdura, di notare impresso su un bel melone un codice alfanumerico lungo una decina di caratteri.
Intorno allo stesso melone sul nastro adesivo dell’azienda agricola produttrice era esplicitamente indicato l’invito a recarsi sul proprio sito web, inserire il codice e scoprire tutti i dati relativi alla vita del melone dal campo fino alla vendita.
Effettivamente nel sito ho trovato più informazioni di quante me ne aspettassi (vi era addirittura l’indice della quantità di zuccheri presenti al momento del raccolto) e devo sinceramente dire che in questo caso il sistema di tracciabilità del prodotto è decisamente funzionale.
L’azienda agricola, certificata ISO9002, espone orgogliosamente nel proprio sito questa capacità di fornire ai propri clienti tutte queste informazioni….

…. peccato però che il melone non sia stato di nostro gradimento (o meglio ho mangiato molti meloni decisamente migliori di questo di cui non conoscevo la storia della sua filiera).

Mi sono occupato per 12 anni di progettazione di componenti elettronici e quindi le certificazioni (ISO, QS,…) erano all’ordine del giorno.
Ho sempre pensato che fosse un bel sistema per creae carta, documentazione che avesse come obiettivo quello di aiutare a produrre prodotti il più simile tra loro possibile … ma non prodotti di qualità.
Infatti tutta la documentazione, le specifiche che puntualmente si creavano per fornire agli operatori le modalità con cui produrre i componenti realizzavano un sistema in grado, se correttamente seguite ed interpretate, di riprodurre prodotti simili con parametri elettrici e meccanici che rientrassero in una distribuzione studiata a tavolino.

Ma questo non è sinonimo di qualità! La qualità è creare un prodotto che incontri le esigenze e le attese del mercato.
La qualità non è creare prodotti tutti uguali che disattendono i desideri dei clienti!

Per estendere il campo di indagine, anche le certificazioni nel settore informatico le ho sempre reputate carta straccia. Il mondo si divide in chi sa le cose e le riesce ad applicare e chi non le sa e non è sicuramente una certificazione a stabilire chi sa (ad esempio pur avendo una certificazione CCNA di reti ne capisco veramente poco).

Sono ormai 10 anni che non mi occupo più di queste cose (fortunatamente), ma il melone che ho mangiato ha rafforzato quello che ho sempre pensato.

In questi ultimi giorni ho trascurato questo blog per ovvie ragioni.
Infatti il progetto a cui sto lavorando è ambizioso ed impegnativo.
Con un gruppo di amici abbiamo deciso di creare dal nulla una comunità di aziende con un vero spirito comunitario: non volevamo creare in piccolo una nuova Confindustria o associazione di categoria (ce ne sono già tante); non volevamo neanche creare un sito vetrina dove ogni azienda espone logo, indirizzo ed email.
Volevamo creare una rete di aziende con lo spirito di mutuo soccorso, dove ognuno si conosce veramente, dove ognuno ha qualcosa da mettere in comune che sia una propria competenza oppure semplicemente un mezzo meccanico da prestare ad un’azienda vicina.
Una comunità legata nei limiti del possibile al territorio in cui viviamo.
Ci stiamo impegnando molto e www.nordimprendo.it è già realtà.
Per promuoverla abbiamo anche pensato ad una festa: 5 sere di concerti e giochi per i più piccini, un invito a tutti gli imprenditori, commercianti, artigiani, professionisti della zona a partecipare.
Givoletto Summer Nights è il nome della festa: se siete della zona vi aspettiamo il 5,6,7,8 e 9 giugno.

Non ho mai avuto l’occasione di usare un CMS ma la cosa mi ha sempre incuriosito.
Quindi in occasione della nuova avventura www.nordimprendo.it ho deciso che fosse il momento giusto di provare ed ho scelto Joomla.
Armato di santa pazienza e dopo aver rotto le scatole più volte ai miei amici presso il mio provider per i soliti problemi di configurazione ho fatto il grande salto.
Non mi sembra male come risultato! A parte il fatto che c’è ancora molto da lavorare. non ho avuto grandi problemi: l’unica fregatura è che dopo aver perso tempo a configurare SH404SEF per rendere amichevole il sito ai motori di ricerca ho dovuto disabilitarlo perchè ho notato una incompatibilità con il modulo MXComment installato per poter inserire i commenti ai post del blog.
Il problema è proprio quello di non poter inserire commenti nel blog se il modulo SH404SEF è abilitato: ci sono problemi di URL Rewrite.
Da una rapida ricerca nel web ho notato che altri hanno segnalato questa incompatibilità ma nessuno è ancora riuscito a risolverla.
Spero che i motori di ricerca abbiano un occhio di riguardo per questo progetto. :-)

CiaoNet è una rete per le relazioni (social network), uno spazio sicuro per famiglie e ragazzi.

Al momento è nella prima fase della sua vita: solo un centinaio di giovani e una ventina di volontari si stanno esercitando per il monitoraggio dei contenuti.

Il 5 maggio 2009 sarà aperto l’accesso ai soli utenti Davide.it.

Il 25 maggio 2009 tutti potranno accedere al servizio, rispettandone lo spirito e le regole.

I social network sono spazi sempre più utilizzati dagli utenti Internet, in particolare dai giovani. CiaoNet si presenterà come uno strumento efficace ad educare ed incoraggiare i giovani ad utilizzare con intelligenza tutte le opportunità offerte da Internet; ad ampliare conoscenze e relazioni; a comunicare in modo democratico e creativo; a sfruttare le straordinarie possibilità di analisi e approfondimento della realtà messe a disposizione dal mezzo.

Fra qualche giorno Revolutionet compierà 10 anni!

In questo periodo brevissimo della mia vita il nostro modo di lavorare è radicalmente cambiato. La tecnologia ed internet hanno inciso nella nostra quotidianità in maniera profonda: chi le possiede ha un’arte in più nel proprio portafoglio personale di esperienze da spendere e da rivendere nel mondo.

I nostri figli e le generazioni più giovani hanno metabolizzato in modo naturale questi cambiamenti. Le generazioni più vecchie hanno avuto ed hanno maggiori difficoltà e senza volerlo inconsciamente sono sempre un po’ riluttanti al cambiamento.

In questi 10 anni le aziende hanno lottato per restare al passo coi tempi, per restare a galla nei saliscendi della nostra economia e per competere su territori sempre più vasti hanno usato la tecnologia.

Sono riuscito a rendere questa tecnologia amica dei miei clienti?

Penso di sì, la maggior parte di loro sono ora miei amici e di questo posso esserne fiero.

Spesso mi capita di dover visualizzare la posizione nei motori di ricerca per alcune frasi e parole chiave per siti da analizzare.
Ci sono una miriade di software in grado di fare questi controlli, ma vorrei suggerirvi un piccolo trucco.
Prendete Firefox e disabilitate lo stile della pagina semplicemente selezionando Visualizza –> Stile Pagina –> Nessuno Stile.

Andate sul sito di Google (oppure Yahoo) ed impostate le preferenze della ricerca su 100 risultati.

Eseguite la ricerca sulla parola chiave desiderata.

Automaticamente dovreste avere l’elenco numerato dei risultati da 1 a 100.

Non vi resta che cercare il vostro sito semplicemente selezionandolo tramite l’uso della voce  da menu Modifica –> Trova.

La scienza dei motori di ricerca purtroppo o per fortuna non è una scienza esatta e possiamo fare questa affermazione sulla base delle esperienze di ciascuno di noi, operatori in ambito SEO.
Spesso per quanto uno possa lavorare intorno ad una frase o parola chiave non sempre i risultati ottenuti sono quelli di posizionare il nostro sito nella prima pagina delle SERP.
In questo contesto e con una premessa del genere mi sembra corretto non promettere ai clienti scalate nelle SERP impossibili da realizzare.
Per ogni frase o parola chiave bisognerebbe analizzare il numero di pagine indicizzate presenti nel motore di ricerca, il grado di concorrenza presente e fornire delle garanzie sul raggiungimento di un target da stabilirsi a tavolino in funzione dei due parametri.

Voglio segnalarvi questo sito mooolto carino: anobii.
Di cosa si tratta? Fondamentalmente di una community di appassionati di lettura. Attraverso questo sito possiamo condividere le nostre biblioteche (qui c’è la mia) con iscritti alla community, conoscere le persone che leggono i nostri stessi libri, curiosare nelle loro librerie, ecc.
In effetti è una forzatura della nostra e altrui privacy ma la regola è sempre la stessa: essere consapevoli di quello che si condivide in rete.

Il blog di Marco è sempre stimolante in ogni suo post per nuovi spunti di riflessione e devo dire che leggerlo mi fornisce sempre una carica nel cercare, nel mio piccolo, di migliorarmi.
Ogni suo articolo gira intorno a punti su cui si potrebbero creare dibattiti fiume.
Cosa dire di una frase come questa:
You can’t do today’s job with yesterday’s methods and be in business tomorrow

Grazie Marco.

http://www.search-marketing.it