Una delle frasi chiave su cui puntiamo nell’indicizzazione nei motori di ricerca nel sito http://www.revolutionet.it è  web agency Torino . E’ vero che si può lavorare a distanza e quindi niente e nessuno ci impedirebbe di avere, gestire ed interloquiare con un cliente dall’altra parte del mondo, ma il sano contatto fisico nella nostra agenzia web è ancora un must e quindi aggiungere la sana parolina Torino ci sembra doveroso se vogliamo essere intercettati da potenziali clienti nella nostra zona.

Nell’ultimo periodo lentamente siamo scivolati come posizione su questa frase chiave dalla prima pagina delle SERP alla seconda/terza… la teoria del ciabattino che ha le scarpe rotte è valida anche nel nostro caso…troppo tempo su progetti diversi ed alla fine si finisce per tralasciare e dimenticare il proprio sito.

In attesa di un nuovo rifacimento (l’ennesimo) del sito web per adattarlo alle più moderne diavolerie in ambito web perchè non eseguire qualche esperimento per verificare se alcune tecniche SEO continuano a funzionare e provare a riportare in posizione la frase web agency Torino ?

Non è facile pensare agli scenari possibili senza Google…certamente la nostra vita, digitale e non, sarebbe molto diversa. Ovviamente per una web agency o semplicemente per chi realizza siti web o app, un mondo senza Google  è impensabile (tanti di noi vivono e guadagnano attraverso Google ed i suoi servizi).

In questo video ZeroDx ha provato ad immaginare scenari differenti.

Dal 6 giugno 2014 grazie alla obbligatorietà della fatturazione elettronica lo Stato saprà in tempo reale quanto sta spendendo e come. Fra un anno, l’obbligo sarà esteso anche alle pubbliche amministrazioni locali completando l’iter.
Con l’introduzione di quest’obbligo –  Archivium , cliente della nostra web agency, ed Artmedia hanno unito le loro competenze ed hanno dato origine alla filiera completa per garantire agli utenti il processo completo di:

  • fatturazione
  • firma digitale in locale
  • inoltro della fattura elettronica al Sistema di Interscambio deputato alla distribuzione delle Fatture Elettroniche alle singole amministrazioni
  • Gestione delle ricevute di accettazione/rifiuto da parte del Sistema di Interscambio
  • Conservazione Digitale a Norma delle fatture elettroniche e delle relative ricevute

Spesso per noi sviluppatori è necessario conoscere attraverso il codice postale la città ad esso corrispondente per verificarne la validità.
L’API che propongo oggi è un valido aiuto e si chiama http://api.zippopotam.us .
Per conoscere ad esempio la città corrispondente al CAP 10100 è sufficiente richiamare l’url http://api.zippopotam.us/IT/10100 e sarà restituito un json con l’elenco dei paesi corrispondenti.

Dalla collaborazione con una delle più prestigiose web agency di Torino, la 0uno di Alberto Bonetti, nasce CoolLanguages. Un nuovo luogo social in cui condividere la passione per le lingue straniere con nuovi amici. Una palestra in cui fare nuove esperienze e migliorare lo studio di una lingua con un approccio ludico e non convenzionale.

Revolutionet partecipa con entusiasmo al restyling di questo sito web ed alla stesura di nuove funzionalità che permettono all’utente di migliorare la propria web experience.

Ecco un estratto dall’articolo dal titolo “Capitale umano, chi ci crede davvero?” della rivista “L’impresa” n.5 di maggio:

“….siamo arrivati al punto che se un’azienda deve diminuire il costo del lavoro che sopporta, non ha scelte deve delocalizzare. Anche perchè la parte di salario che è possibile defiscalizzare (dai ticket sostitutivi della mensa ai buoni spesa per il supermercato, tutto quello che va sotto il nome di welfare aziendale) è così modesta che praticamente serve a niente. Il che sembra chiudere, ancora prima di aprirlo, il ragionamento circa i bassi salari che i lavoratori italiani portano a casa a fine mese, perdenti rispetto ai cugini europei e inadeguati al costo della vita. Fattore che contribuisce non poco alla stagnazione dei consumi, in una spirale recessiva che non fa bene a nessuno,  nè ai singoli nè al paese nel suo insieme.
Ai tempi felici dell’IT,  le aziende avevano risolto il problema di garantire ai propri collaboratori stipendi netti degni di questo nome, senza con ciò aumentare a dismisura il lordo, grazie ad un abbondante ricorso alle partita IVA, molte delle quali nascondevano situazioni di lavoro dipendente bello e buono.
Il giochino è continuato anche dopo la fine della fase d’oro. con la differenza che l’obiettivo non era più mettere nelle tasche dei collaboratori qualche euro in più, anzi i compensi si abbassavano, ma semplicemente le aziende puntavano a risparmiare sui contributi.
Ora però le partita IVA non sono più tanto vantaggiose da quel punto di vista, il disegno di legge Fornero prevede un incremento annuo di un punto percentuale di qui al 2018 portando dall’attuale 27% al 33% (lo stesso del lavoro dipendente) i contributi per i soggetti che versano nella Gestione separata dell’INPS, tra cui appunto tutti professionisti a partita IVA che non appartengono a nessun Ordine professionale.
E soprattuttto, la riforma dà alle aziende un anno di tempo, per regolarizzare le situazioni farlocche, trasformandole in collaborazioni coordinate e continuative.
Con l’esclusione, è una delle tante modifiche che potrebbero essere apportate al disegno di legge, delle partita IVA ad alta qualificazione.
Così torniamo al punto di inizio; chi va a dire all’imprenditore friulano o veneto che deve rimanere in Italia, anzichè trasferire baracca e burattini in Croazia?”

Io aggiungerei “Chi va a dire all’imprenditore italiano dell’IT di non usufruire in remoto dell’attività di personale altamente skillato proveniente da paesi emergenti?

Anche oggi parliamo di query.
Nel caso odierno abbiamo due tabelle correlate attraverso alcune chiavi e vogliamo aggiornare i campi della tabella A con i dati presenti nella tabella B.

Dobbiamo distinguere nel caso si utilizzi un database MySQL oppure un database SQL Server.

Caso MySQL

UPDATE
tabellaA
INNER JOIN
tabellaB
ON
tabellaA.campo1 = tabellaB.campo1 AND
tabellaA.campo2 = tabellaB.campo2
SET
tabellaA.campoA = tabellaB.pinco,
tabellaA.campoB = tabellaB.pallo
WHERE
tabellaB.sempronio = 25

Caso SQL Server

UPDATE
tabellaA
SET
tabellaA.campoA = tabellaB.pinco,
tabellaA.campoB = tabellaB.pallo
FROM
tabellaA
INNER JOIN
tabella B
ON
tabellaA.campo1 = tabellaB.campo1 AND
tabellaA.campo2 = tabellaB.campo2
WHERE
tabellaB.sempronio = 25

Ovviamente le condizioni WHERE utilizzate in questi esempi sono modificabili secondo le esigenze contingenti.

Spesso capita di dover creare delle query SQL uscendo dai classici schemi standard che troviamo nei manuali, nelle guide o nei tutorial.

Mi è capitato recentemente di dover testare le condizioni presenti in alcuni campi di una tabella di un DB MySql e tramite una SELECT dover mostrare tali risultati.

Come prima possibilità ho pensato subito di utilizzare la struttura CASE che spesso ci fornisce la possibilità di introdurre test condizionali all’interno della query.

La classica struttura CASE ad esempio è la seguente

CASE
variabile
WHEN 5 THEN ‘pippo’
WHEN 6 THEN ‘pluto’
ELSE ‘paperino’
END AS risultato

dove in questo caso confrontiamo variabile con il valore 5, il valore 6 o altro restituendo la corrispettiva stringa come risultato.

Nel mio caso dovendo confrontare alcuni campi presenti nella tabella tra loro ho optato per una struttura CASE leggermente differente ma con la massima efficacia

SELECT DISTINCT
ID,
campo1,
campo2,
campo3,
CASE true
WHEN ( (campo1 = campo2) AND (campo2 = campo3) THEN ‘condizione1′
WHEN ( (campo1 campo2) AND (campo2 = campo3) THEN ‘condizione2′
WHEN ( (campo1 = campo2) AND (campo2 campo3) THEN ‘condizione3′
ELSE ‘condizione4′
END as risultato
FROM
nometabella

Sostituendo nella struttura CASE al posto della variabile la condizione booleana true il gioco è stato semplicissimo!

Vorrei semplicemente segnalarvi questo post sulla teoria della coda lunga.
Con gli esempi esposti risulta chiaro come nel web ogni azienda possa avere il proprio spazio su prodotti di nicchia se vi è una corretta strategia di fondo.

Attraverso il gruppo di Facebook “L’Italia che Innova” mi sono imbattuto in quest’analisi interessante sul blog di Giorgia Petrini autrice del libro omonimo L’Italia che innova 10 giovani leader 10 segreti del loro successo

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